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Ernia dorsale |
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L'incidenza è bassa (2%) in rapporto all'ernia lombare (la più
frequente) ed alla cervical. Il disco deborda oltre i suoi confini naturali
(l'anulus) e sporge verso il canale midollare comprimendo la radice corrispondente
ed eventualmente il midollo spinale.
Ciò comporta dolore toracico
a "cintura" da un lato, talora esteso verso il basso e con segni
di compressione midollare. In questo caso si osserva rigidità e
difficoltà motoria agli arti inferiori. Il livello più frequentemente interessato è T6-T7 e T7-T8.
L'ernia
può essere molle, e più spesso "dura" per reazione
dei margini vertebrali con produzione di becchi ossei (osteofiti). La
compressione sulla radice corrispondente comporta dolore verso il torace
o la parte alta dell'addome, la compressione del midollo determina invece
compressione delle vie lunghe, ossia delle fibre che dall'encefalo (aree
motorie e sensitive) discendono verso gli arti inferiori, con conseguente
sofferenza funzionale.
Quest'ultimo fenomeno comporta estensione del dolore
e dei disturbi sensitivi agli arti inferiori e soprattutto difficoltà
motorie. L'esame clinico rivela ciò che in termini tecnici è
indicata come sofferenza piramidale o cordonale.
La figura di fianco mostra
l'ernia (rossiccia) che debordando tra i corpi vertebrali, preme sulla
radice (giallastra).
La diagnosi viene fatta con l'esame anamnestico (la storia della malattia)
e clinico (la visita) e confermata dalla Risonanza Magnetica o dalla TC.
La sofferenza delle radici e dei tratti nervosi viene documentata dall'esame
elettromiografico e dallo studio dei potenziali evocati sensitivi e motori.
La diagnosi differenziale riguarda soprattutto la patologia tumorale vertebro-midollare.
Il trattamento è chirurgico. Rispetto all'ernia lombare e cervicale,
è di più difficile attuazione con maggiori rischi. L'intervento
viene effettuatto mediante approccio posterolaterale, preferibilmente
con tecnica microchirurgica, poichè il midollo spinale in questa
sede è estremamente suscettibile.
Tecniche alternative sono quelle
endoscopica, transtoracica o transpedicolare. Eccezionalmente è
applicabile la discectomia percutanea con coblatore.
I rischi sono di tipo generico e specifico. I rischi generici sono quelli legati alle procedure anestesiologiche ed alla reattività biologiche dell'individuo sottoposto ad intervento. I rischi specifici dell'intervento includono la formazione di ematomi, fistole, infezioni ed in casi più gravi danno alle strutture nervose. La decompressione delle radici e del midollo assicura nella maggioranza dei casi buoni risultati clinici.
Jho HD: Endoscopic transpedicular thoracic discectomy. Journal of Neurosurgery (Spine 2) 91:151-156, 1999