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Chirurgia Mini-Invasiva e Percutanea |
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La Coblazione, la tecnica più
efficace nel trattamento
percutaneo
dell'ernia del disco
La chirurgia percutanea, detta anche mininvasiva, ha avuto uno sviluppo notevole negli ultimi anni, riducendo il disagio dei pazienti ed aumentando la flessibilità terapeutica.
Viene di solito eseguita in anestesia locale o con l'ausilio di una breve sedazione, senza anestesia generale, anche in regime ambulatoriale. Particolarmente promettente è la coblazione o nucleoplastica, indicata per le ernie e le protrusioni discali, che però viene trattata a parte.
Qui invece consideriamo varie altre tecniche, utilizzabili, a seconda del quadro clinico, sul disco, le faccette articolari, i processi spinosi o le strutture muscolo-legamentose. La figura a fianco mostra la coblazione, ossia l'elettrodo che in un'atmosfera "blu" (il plasma), vaporizza il disco. Il rischio operatorio è basso.
Il disco erniato può essere rimosso anche per via endoscopica, come mostra il filmato.
Il trattamentoè considerato mininvasivo, di fatto è simile alla discectomia interlaminare assistita dal microscopio. Attraverso un taglio di piccole dimensioni, si raggiunge lo spazio interlaminare e di qui si identifica la radice con l'ernia che la comprime.
Come nel caso della discectomia interlaminare "classica" o assistita dal microscopio, l'ernia viene rimossa per "strappamento".
Usualmente la terapia si svolge in due tempi successivi: in un primo tempo, l’ozono viene iniettato nei muscoli paravertebrali; successivamente, a distanza di giorni, l’ozono viene iniettato nel disco, sotto controllo radiografico.
Gli entusiasti dell’ozonoterapia distinguono un effetto biochimico a breve termine, che è antinfiammatorio, analgesico, miorilassante e iperossigenante; ed un effetto a più lungo termine, per la disidratazione del disco intervertebrale e quindi il riassorbimento di eventuali sporgenze erniarie. L'effetto della terapia si manifesta in un periodo compreso tra 4-10 settimane
Si basa sul fatto che vari fattori umorali contribuiscono alla produzione del dolore. L’ozono agendo con meccanismo antinfiammatorio ed antiossidante contribuirebbe al ripristino dell’equilibrio biochimico. Molti farmaci dati per via sistemica agiscono allo stesso modo.
E' da sottolineare il parere del Consiglio superiore di Sanità del 19.11.2003 che recita a:

IDET sta per "intradiscal electrothermal therapy". L'intervento viene fatto sul disco intervertebrale in anestesia locale.
E' indicato per debordanze discali o per ernie ancora contenute, come si verifica nei giovani con lombalgie da posizione, o nelle persone con lassità legamentosa, e quindi sporgenza dei margini discali, connessa con l’invecchiamento.Col calore di un sistema a radiofrequenza si induce una contrazione delle fibre collagene sul margine discale riducendo la pressione sulle strutture nervose.
Si raggiunge il disco con un ago “mirato” radiologicamente e si inserisce l’elettrodo a radiofrequenza, che viene riscaldato a circa 50 gradi. Il risultato della cura non è sempre immediato.
Talora questa terapia viene integrata con la somministrazione di ozono intradiscale, poichè si ritiene che le due tecniche, siano complementari nel disidratare e quindi ridurre il volume del disco.
Sul disco intervertebrale. Si vaporizza parte del disco mediante raggio laser diretto al nucleo del disco interessato, che deve essere raggiunto per via percutanea attraverso una cannula.
I risultati sono spesso discutibili ed è di costo elevato, benché nell’immaginario collettivo rappresenti una possibilità ideale.
E' indicata per il dolore connesso alla formazione di cicatrici post-operatorie (per interventi ripetuti con persistenza del dolore lombare) o post-traumatiche. Si basa sulla possibilità di liberare (“lisare”) le aderenze, quindi riducendo la strozzatura del nervo. Suggerita spesso per la "failed-back-syndrome", ossia il dolore lombare resistente e conseguente a trattamenti chirurgici inefficaci.
I risultati sono incostanti, ma è poco invasiva essendo effettuata per via percutanea.
E' indicata nel classico maldi schiena da stress e posturale.
Riduce in pratica la sensibilità delle strutture recettive dolorose poste attorno alla colonna vertebrale.
Si esegue con un ago riscaldato a radiofrequenza.
La tollerabilità è ottima, i risultati buoni se l'indicazione è appropriata.
Più appropriatamente questa sindrome viene oggi trattata con gli spaziatori interspinosi, che alleviano il sovraccarico funzionale delle faccette articolari e risolvono il problema meccanico che ne è alla base.
Riferimenti scientifici: Neurosurgery, Special supplement, November 2002; Minimally Invasive Surgery of the Spine by Richard G. Fessler, M.D., Ph.D.