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La figura illustra la posizione "viziata"
che alleviava il dolore.

Le pene

Erano quasi due anni che soffriva per il suo "amore", la moto, poichè ogni volta che inforcava la sua Yamaha erano dolori. Senza contare le volte che rimaneva "bloccato", "stregato" dal dolore. In termini più prosaici soffriva di lombosciatalgie recidivanti da circa due anni e la risonanza magnetica aveva dimostrato una doppia patologia: un'ernia del disco L4-L5 intraforaminale ed una protrusione L5-S1.


La RM preoperatoria che dimostra
il conflitto con la radice
(cordoncino grigio). La freccia
rossa indica il disco. Sotto.
La freccia gialla indica la radice,
ormai "libera" dal disco.


Giorgio dopo l'intervento


Il quadro clinico

La foto mostra Giorgio bloccato dal dolore. L'esame clinico e l'elettromiografia rivelavano una sofferenza della radice di L5, ossia erano consistenti con una soffernza del disco ad L4-L5. A questo punto Giorgio aveva iniziato il giro degli specialisti: uno gli aveva consigliato l'intervento di discectomia ad un livello, un secondo di discetomia a due livelli, un terzo aveva posto indicazione per la coblazione o, in alternativa, per la microdiscectomia.

La scelta e le aspettative

Si decise per la coblazione, ossia chirurgia percutaena dell'ernia del disco. Giorgio non aveva ancora ben chiaro cosa fosse. Era lo stesso del laser ? Se non era la stessa cosa quali erano le differenze e come si "faceva"? Quanti livelli operare e perchè ?

Queste le risposte che gli furono date:

La peculiarità della tecnica, così come viene proposta al S. Filippo Neri, consiste nell'uso di anestesia strettamente locale, senza farmaci per via sistemica, e quindi col paziente perfettamente sveglio per verificare nell'immediato i risultati.

Il risultato

L'ernia del disco è stata operata il 25 luglio 2003. Col paziente in decubito laterale e sotto controllo radioscopico si portò l'ago guida a livello dello spazio discale. Quindi si inserì il coblatore e si procedette secondo i parametri standard alla "riduzione" del disco. Giorgio fu poi invitato a muovere le gambe e ad assumere una qualche posizione che in precedenza gli causava dolore. Con sorpresa, ma anche con soddisfazione del chirurgo, si accorse che non aveva più dolore e poteva fare ciò che fino a qualche minuto prima era impossibile, senza dolore. Il giorno successivo fu dimesso e tornò a casa. La risonanza magnetica post-operatoria ha dimostrato la scomparsa dell'ernia ad L4-L5. Attualmente, a distanza di 3 mesi, Giorgio sta bene ed ha ripreso la moto : un amore che finalmente dà piacere!

Quello che Giorgio racconta (@mail del 15 febbraio 2004)

Nella vita quotidiana di tutti i giorni la normalità costituisce una tranquillizzante routine. In altre parole, quando tutto procede come ci si aspetta, non ci si sofferma a pensare che i buoni consigli vanno sempre seguiti.

La mia storia "medica" è frutto di un errore di valutazione di un peso considerevole, alzato con enorme sforzo e con l'aggravante di una posizione fondamentalmente sbagliata; tra l'altro la più comune, con il corpo a 90 gradi rispetto il suolo. Il danno è stato immediato. Il dolore lancinante. Il travaglio in seguito è stato segnato in un anno abbondante, da sofferenza inenarrabile, enormi costi di visite, esami radiologici speranze disilluse e quant' altro.

Il mio personale consiglio, frutto della mia non invidiabile esperienza è di non indugiare e di vincere dolore e paure procedendo immediatamente, quando sia prescrivibile, con il metodo della coblazione .

Vorrei ringraziare personalmente e pubblicamente il Dottor Caputi Franco, per le attenzioni e le cure mediche che mi ha riservato. Uomo di straordinario spessore caratteriale, egli è medico competente e sensibile nel comprendere le umane sofferenze, vadano ad egli tutti i miei migliori sentimenti di profonda gratitudine per avermi dato la possibilità di uscire dal mio personale incubo.

In fede

Giorgio"



I casi clinici qui rappresentati sono "reali". L'identitā dei pazienti č mascherata per rispetto della privacy ma la documentazione č a disposizione per eventuali controlli. Il linguaggio č narrativo, piuttosto che anamnestico e tecnico per facilitarne la comprensione da parte del pubblico. Da notare che per quanto il trattamento possa sembrare "semplice", per effetto dello stile narrativo, ogni manovra terapeutica, anche banale, comporta dei rischi che vanno discussi e vagliati col medico che propone il trattamento.

Si noti che queste informazioni sono di carattere generale e non autorizzano ad estrarne conclusioni diagnostiche e terapeutiche. Qualsiasi caso va discusso, verificato e diagnosticato con il medico abilitato al trattamento ipotizzato.

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A cura del dottor © F. Caputi. Aggiornato il 2 gennaio 2010