L' Approccio mini invasivo |
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La ricostruzione con il neuronavgatore di una lesione cerebrale profonda,
proiettandola sulla superficie cranica, in modo da poter visualizzare e scegliere
la via di approccio più conveniente
La "mini invasività" rappresenta un concetto relativamente nuovo nella chirurgia del cranio. Consiste fondamentalmente di accessi limitati con esposizione "minima" o "mini invasiva" dell'area d'interesse. Spesso al livello del cranio, si tratta di un tumore. Essendo il canale di lavoro ridotto per l'approccio "minimo", occorre raggiungere la lesione con la massima precisione. Le moderne tecnologie permettono tutto questo e rendono possibile in corso d'opera una serie di controlli che verificano di momento in momento la posizione degli strumenti chirurgici. Il "tumore" può essere così raggiunto con certezza e "marcato" nei suoi limiti per un'asportazione ottimale.
Il vantaggio principale della mini invasività è rappresentato dalla ridotta esposizione dei tessuti agli agenti esterni, da un ridotto rischio di infezione, da una ridotta manipolazione dei tessuti nobili e da una guarigione più pronta. Ausili indispensabili per la mini invasività sono la risonanza magnetica per una corretta pianificazione preoperatoria, il neuronavigatore, il microscopio e l'endoscopio. Naturalmente occorrono strumenti chirurgici di profilo adatto.
Riferimenti scientifici: Stadie AT, Kockro RA, Reisch R, Tropine A, Boor S, Stoeter P, Perneczky A. Virtual reality system for planning minimally invasive neurosurgery. Technical note. J Neurosurg. 2008 Feb;108(2):382-94