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Tunnel Carpale" o Neuropatia del Mediano |
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Fig. # 2: Il legamento del carpo prelevato dal cadavere per studiarne le caratteristiche (Caputi et al. Congresso SINCH, Roma 2001) |
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Fig. # 3: Il tunnel carpale alla TC spirale: idicato dalla freccia verde si vede il nervo mediano |
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Fig.#4:Viene evidenziata la zona dolente e parestesica, tipica della sindrome del tunnel carpale |
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Fig.#5: Grafico che illustra le variazioni di pressione nel tunnel carpale in 7 pazienti. La pressione varia con la profondità della sonda ed è massima nel 1° cm. |
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L'immagine mostra un tipico "tutore" per mettere a riposo il polso (utilizzato per la terapia conservativa) |
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La linea indica il piccolo taglio (praticabile in anestesia locale) per l'accesso al tunnel carpale e la liberazione del nervo mediano |

"Tunnel carpale", indica nel linguaggio comune dolore della mano e delle dita con alterazione della sensibilità, in particolare del dito medio. Più propriamente si dovrebbe parlare di neuropatia del nervo mediano, che soffre e si ammala perchè strozzato nel canale del carpo (il tunnel !). La figura qui a sinistra, mostra il canale del carpo attraversato dal nervo mediano e dai tendini che muovono le dita. La figura #2 mostra il legamento del carpo, ossia il nastro fibroso che ricopre il tunnel e che va sezionato durante l'intervento. La figura # 3 mostra una ricostruzione TC, dal vivo. La freccia verde indica il nervo mediano.
In condizioni di affaticamento o degenerazione infiammatoria degli elementi che costituiscono il tunnel (ossa, legamenti e tendini) la pressione nel canale del carpo aumenta ed il nervo mediano rimane compresso con una condizione di sofferenza che causa dolore e parestesie (formicolii). Noi abbiamo studiato, nel contesto di 650 pazienti trattati al S. Filippo Neri di Roma, la pressione nel tunnel carpale sofferente, dimostrandone un aumento (Congresso della Società Italiana di Neurochirurgia, Roma 2001, Fig. #5).
Di "tunnel carpale" soffrono usualmente le donne con un rapporto di 3:1 rispetto agli uomini. Mondelli M. et al., in uno studio epidemiologico pubblicato su Toscana Medica (Luglio/Agosto 1999) riporta un tasso di incidenza di 276,6/100.000/anno. Stevens et al. (Neurology 1988;38:134-8) nel Minnesota riporta invece un'incidenza 149 casi ogni 100.000 abitanti/anno per le donne e di 52 per gli uomini. La decade più rappresentata per i entrambi i sessi è quella compresa fra 50 e 59 anni, in oltre la metà dei casi con sintomi bilaterali.
Certi lavori, che presuppongono movimenti ripetitivi della mano e del polso (es. cucire), aumentano l'incidenza della malattia.
Raramente è acuto, molto spesso si tratta di un senso di fastidio e di "addormentamento" (parestesie in termini tecnici), che riducono la sensibilità e la funzionalità della mano malata. La figura # 4mostra l'area dolente, che è quella innervata dal nervo mediano, ossia il palmo della mano, l'indice e l'anulare. Il dolore si manifesta soprattutto di notte, ed il movimento di scuotimento della mano attenua i sintomi.
Nei casi piu' avanzati il problema persiste durante tutta la giornata, accentuandosi coi movimenti di flesso-estensione del polso. Poiche' uno dei rami del nervo mediano va al complesso muscolare alla base del pollice (eminenza trenare), si puo' notare una ipotrofia (riduzione di volume) in questa zona.
La diagnosi è soprattutto clinica, sulla base della "storia", e sulla base dei test di Tinel e di Phalen, che evidenziano la sofferenza del nervo mediano (neuropatia del mediano !) nel tunnel carpale.
Nel
primo si percuote col martellino neurologico sul polso, causando una
"scossa" nel territorio del mediano; nel secondo si flette
o si estende la mano sull'avambraccio per un minuto, causando o accentuando
i formicolii ed il dolore.
La diagnosi deve essere confermata dall'esame elettroneurografico (ENG), che misura il grado di sofferenza del nervo mediano nel tunnel
carpale.
Radicolopatie cervicali, plessopatie
brachiali, polineuropatie in genere,
possono simulare i sintomi tipici della sindrome e devono essere escluse.
La cura può essere di
tipo medico e chirurgico. Quando il dolore sia di insorgenza recente,
specie a seguito di un sovraffaticamento della mano e del polso, si
hanno buoni risultati ed eventualmente la guarigione con la terapia
medica e l'immobilizzazione del polso. Le medicine più usate
sono di tipo antinfiammatorio, talora (ma non è l'ideale !) con infiltrazioni locali, per ridurre l'infiammazione dei tessuti nel canale del
carpo, diminuendone il volume, e permettendo al nervo mediano di riconquistare
il suo spazio.
L'immobilizzazione del polso con un tutore (mezzo di
fissazione esterno e temporaneo) serve a ridurre i movementi del polso
ed aiuta la guarigione del danno al nervo.
Nelle condizioni croniche è necessario la liberazione del nervo compresso. I risultati raramente deludono. L'intervento consiste
di una breve incisione, sul polso o sul palmo della mano, (2 cm, come
indica il segno nella figura affianco) in anestesia locale per esporre il legamento del carpo. L'apertura del legamento "dà respiro al nervo", decomprimendolo per eliminarne la sofferenza e quindi il dolore. L'intervento dura dai 5 ai 15 minuti e si esegue ambulatorialmente o in day hospital.
Segue una fasciatura per qualche
giorno che permettere la cicatrizzazione dei tessuti. Alcuni usano un endoscopio, che però non offre un reale vantaggio, nel senso che c'è comunque una cicatrice.