Nevralgia del Trigemino o Trigeminale |
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Guarda il video tratto dalla trasmissione di Rai 1 Sabato Domenica &... del 28/04/07.
Il dr. Caputi su Rai 1 parla della
nevralgia
trigeminale e mostra
l'intervento
dalla sala
operatoria. Guarda il video con la storia di
una paziente trattata anni prima.

Un paziente (92 anni)
La nevralgia del trigemino interessa il volto ed è stata, descritta in termini molto drammatici già da vari secoli. Il dolore trigeminale si distribuisce secondo un "pattern" geometrico, seguendo la distribuzione dei rami del trigemino, nella parte alta, media o bassa del viso, il che corrisponde alla regione orbitaria (intorno all'occhio), mascellare (di lato al naso) o mandibolare. Si propaga ad accessi "elettrici" della durata di pochi secondi. Rimane una "sofferenza di base", angosciante, che non si caratterizza tanto per la presenza di dolore, quanto per la paura del dolore ad ogni minimo movimento o stimolo del viso.
Clicca per un approfondimento sui sintomi.
A volte succede che dopo un periodo "critico" di settimane o di mesi il dolore improvvisamente scompaia, talora in coincidenza di un trattamento terapeutico, anche "atipico" (vitamine, agopuntura etc.), o addirittura spontaneamente. Spesso però si ripresenta.
Il dolore risponde alla terapia con Carbamazepina, Dintoina e recentemente Gabapentin, Oxcarbazepina, Pregabalin, Lamotrigina o altri antiepilettici. Tutti hanno dimostrato una certa efficacia, ma il farmaco di prima scelta resta la carbamazepina, il farmaco più conosciuto. La risposta immediata in genere è buona, ma a lungo andare l'efficacia diminuisce ed appaiono gli svantagi di una terapia cronica. Primo tra tutti la necessità di assunzione cronica con effetti collaterali spiacevoli. La carbamazepina in particolare provoca sonnolenza vertigini ed alterazioni della crasi ematica (emocromo, funzionalità epatica etc.). Anche trattamenti topici ed infiltrazioni con anestetico locale hanno un loro ruolo.
Prima o poi si pone il problema di un trattamento chirurgico che può essere effettuato in due modi fondamentali: per via percutanea, in anestesia locale o in leggera sedazione, o per via transcranica, in anestesia generale, con apertura del cranio (fossa cranica posteriore) per la decompressione microvascolare.
L'animazione mostra l'inserzione
dell'ago di lato alla bocca ed il
suo decorso verso il ganglio di
Gasser, dove verrà prodotta la
lesione
La via percutanea "mira" alla distruzione selettiva delle fibre termodolorifiche ed è senz'altro quella con minori rischi. L'animazione illustra il procedimento nei dettagli: l'ago viene inserito secondo punti di repere predeterminati in rapporto all'occhio, all'orecchio ed alla bocca verso un foro della grandezza di circa 7 mm di diametro alla base del cranio per raggiungere il ganglio di Gasser. Qui convergono le fibre "dolorifiche" e della sensibilità facciale.
Ci sono vari metodi per la distruzione/riduzione delle fibre dolorifiche:
Noi preferiamo la radiofrequenza ("pulsata" e standard) o, in alternativa, l'iniezione del glicerolo. Parliamo in questi casi di rizolisi a radiofrequenza e rizolisi glicerolica. Nei casi "resistenti" usiamo il "palloncino" o "microcompressione" percutanea.
La rizolisi a radiofrequenza è una tecnica molto sofisticata, per la quale ci avvaliamo di un apparecchio di nuovissima generazione (siamo stati tra i primi ad averlo usarlo in Italia), che permette una localizzazione somatotopica dell'area sensibile. In pratica viene identificata l'area dolente e viene prodotta una lesione là dove passano le fibre nervose di quell'area. La lesione viene eseguita in anestesia strettamente locale. L' ago usato è più sottile rispetto a tecniche simili e quindi più delicato. Il paziente anche anziano tollera bene l'intervento (eseguito in anestesia locale), e poche ore dopo può essere dimesso. L'incidenza di complicazioni è trascurabile ed in genere di lieve entità. La sensibilità facciale può essere preservata, ed è di particolare importanza nei pazienti giovani. Eccezionalmente si può decidere, valutando in tempo reale la situazione e discutendone col paziente, che è sempre sveglio durante la procedura, di effettuare una lesione più marcata, che comporta però il rischio di una alterazione, in genere "accettabile" della sensibilità. (Il breve filmato mostra l'inserzione dell'ago nel paziente sveglio).
La rizolisi glicerolica, come gli altri interventi percutanei, si basa sull'ipotesi che la "riduzione" delle afferenze algiche riduca l'eccitabilità dei centri nervosi. Preserva la sensibilità facciale (ma c'è una certa variabilità in rapporto all'esperienza dell'operatore ed alla quantità di sostanza iniettata). Anche in questo caso l'ago è molto sottile e a poche ore dall'intervento, il paziente, anche anziano può essere dimesso (Il caso). È in assoluto la tecnica meglio tollerata, praticabile a qualsiasi età. È specialmente indicata per la sclerosi multipla.

La microcompressione percutanea con palloncino, richiede ugualmente la penetrazione di un ago nel ganglio di Gasser. L' ago in questo caso ha un diametro maggiore (circa 3 mm). Attraverso il suo lume, un catetere viene sospinto fino al ganglio di Gasser ed il palloncino alla sua estremità viene "gonfiato" "schiacciando" le fibre termodolorifiche. Non sempre preserva la sensibilità facciale (ma c'è una certa variabilità in rapporto all'esperienza dell'operatore) e talora produce deficit della masticazione ed eccezionalmente del movimento oculare. Questo intervento viene praticato con una leggera sedazione. Le immagini a fianco dimostrano il "palloncino" nell'ago e radiograficamente, nel ganglio di Gasser mentre "schiaccia" il nervo.
Questo link provvede maggiori dettagli ed una valutazione comparativa tra le varie metodiche, inclusa la microcompressione del ganglio di Gasser (palloncino) e la radiochirurgia.
Il vaso che "abbraccia" il nervo (freccia).
Si vedono anche i nervi contigui
L'approccio trans-cranico è più rischioso, anche se in mani esperte la percentuale di complicazioni è bassa. Viene eseguito in anestesia generale, esponendo la radice del nervo all'interno del cranio. Si basa sull'ipotesi che l'ipereccitabilità delle fibre dolorifiche sia scatenata da un conflitto "vascolare", rimovibile chirurgicamente, (nella figura a fianco).
Il filmato mostra in sintesi l'intervento
di decompressione microvascolare
In anestesia generale, si apre il cranio dietro l'orecchio e si interpone un pezzo di muscolo o di materiale sintetico tra il trigemino ed il vaso causa del conflitto, come illustrato nel filmato a destra. Un'alternativa è quella di "sospendere", o "incollare" con un punto, il vaso lontano dal nervo, ma questa variante tecnica non sembra dare vantaggi effettivi e prolunga inutilmente l'intervento.
L'intervento transcranico è sicuramente sconsigliato per le persone anziane. Anche questo metodo "più invasivo" comporta recidive. Dalle statistiche del Massachusetts General Hospital, uno degli ospedali più prestigiosi degli USA, risultano il 79% di risultati immediati, ed 73% di risultati a lungo termine che deve essere paragonato al 60% circa del risultato a lungo termine per le procedure percutanee (vedi riferimenti scientifici qui di seguito). A differenza di ogni altro intervento, la decompressione microvascolare assicura la "guarigione" in una elevata percentuale di casi, ossia, il dolore, una volta scomparso, non ricompare mai più nella vita in quasi tutti i casi.
Riferimenti scientifici:
Tew JM, van Loveren HR, Caputi F: Percuteneous Stereotactic Radiofrequency Rhizotomy for Trigeminal Neuralgia. Radionics Inc., Procedure Technique Series, 1990
Jannetta PJ.Outcome after microvascular decompression for typical trigeminal neuralgia, hemifacial spasm, tinnitus, disabling positional vertigo, and glossopharyngeal neuralgia (honored guest lecture). Clin Neurosurg. 1997;44:331-83. Review.
Caputi F, Tancredi A., Conti L., Gazzeri G. Rizolisi percutanea in anestesia strettamente locale, la nostra esperienza in 150 casi (dal 2000 al 2004). 53° congresso Nazionale Società italiana di Neurochirurgia, Milano 23-24 nov 2004
Günther T, Gerganov VM, Stieglitz L, Ludemann W, Samii A, Samii M: Microvascular decompression for trigeminal neuralgia in the elderly: long-term treatment outcome and comparison with younger patients. Neurosurgery. 2009
Sep;65(3):477-82
Mass. Gen. Hospital. Handboock of pain Management, Jane Ballantyne, ed inglese del 2002